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Lui è come la sartoria napoletana, ricercato, preciso, curato; accurato è il suo linguaggio, il suo modo di scrivere ed ancora di più il suo gusto gastronomico.

Maurizio Cortese ieri, 19/03/2016, giorno delle zeppole di San Giuseppe, particolare da non tralasciare per un gourmet come lui, in un bella cornice come quella del Grand Hotel Parke’s di Napoli, ha presentato alle 16.59 (altro particolare) il suo primo libro “Tre meno meno diario di un gourmet napoletano”.

Seguivo i suoi commenti su Dissapore in quel lasso di tempo durante il quale si era “gemellato” con il blog “il Papero Giallo” di Stefano Bonilli, il quale non resta indifferente difronte al quel nikname che con linguaggio forbito, gusto spiccato e viandante di ristoranti, pizzerie con tono sicuro e fermo, e sempre elegante, rispondeva a tono a tutti quei “gastrofighetti” che all’epoca riempivano paginate di commenti.

Mi ricordo di post scritti da Stefano Bonilli sul suo blog in merito ad alcuni suoi viaggi, un po’ più di alcuni, fatti in Campania, descrivendo una Campania di profumi, succhi, odori, di sapori veri.

Scorsi il suo nome scritto tra delle righe, lo cercai sui social ed iniziai a seguilo,  prima su FB poi sulla Gazzetta Gastronomica fino al a qquando durante un Taste a Firenze, girellando tra produttori mi trovai difronte Maurizio Cortese e Stefano Bonilli, la foto della vita per me, mai pubblicata perchè è mia e fa bella vista di se nel mio studio.

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Il suo primo invito mi fa scoprire il Sannio, Melizzano, una terra che profuma di buono nella sua semplicità. Lui ha portato alla ribalta la Pizza, le ha dato la giusta dignità che si merita, l’attenzione non solo da un punto di vista commerciale ma anche nutrizionale facendo comprendere a molti che dietro a qualcosa di apparentemente semplice c’è studio, persorsi di miglioramento e tanta tanta tradizione.

Quando durante un suo viaggio ci siamo incontrati per un caffè a Firenze, mi raccontò come fu la sua iniziazione per le sue palille gustative, sicuramente sarà scritto anche su llibro l’incontro con i lavoratori del magazzino di libri sotto casa sua, i quali lo “educarono” a riconoscere quei tratti del cibo che caratterizzano la sua freschezza e bontà.

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Continuo incessantemente a seguirlo in modo silenzioso, come è il mio stile, quello che scrive è sempre così passionale, elegante e raffinato come un vestito tagliato su misura dal quale non riesci a distogliere lo sguardo perchè riesci sempre a trovare particolari.

Non sono potuta scendere a Napoli per motivi familiari ma ho guardato spesso l’orologio come se stessi tardando ad un appuntamento importante, questo il mio modo di essere li.

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Adesso spetto solo di leggere questo  3=

Ilaria Spinelli

 

Un ringraziamento particolare a Luciano Furia per avermi permesso di utilizzare le sue meravigliose fotografie.

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