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La strada per Paestum diventa impervia solo da Napoli in giù, quando si passa da un treno che vola a 200 km orari ad uno vintage odori compresi. Per una che la via di Battipaglia, “trenisticamente” parlando, ha sapori d’infanzia, non può che apprezzare questi richiami alla memoria.

Tralasciando l'”amarcorde” di chi scrive, venire a Paestum ha un qualcosa di magico e di contrastante allo stesso tempo.

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In questa manifestazione trovo una forte propensione alla componente umana, caratteristica innata dell’organizzatore, rafforzata dal clima che, in un continuo crescere negli anni, permette di partecipare anche ai semplici appassionati, ad un evento unico. A rafforzare quanto sostenuto fino ad adesso, l’organizzare la manifestazione abbattendo tutte quelle barriere della comunicazione non verbale date dalla mancanza di un palcoscenico, dei passaggi da retropalco, l’assoluta mancanza di vie distinte tra giornalisti, chef, relatori, curiosi, produttori e tanti altri. Indubbiamente un clima che alimenta la contaminazione.

Altra contaminazione, meravigliosa, di questo anno è l’apertura del polo museale di Paestum a questa manifestazione. Non so se sarò in grado di trasmettere l’immensa fortuna che ci possa essere nel gustare un ottimo gelato alle erbe (rosmarino, timo, nepitella) mentre sei nel silenzio, assieme a tua figlia, godendo della visione del Symposium, ma proverò ugualmente.

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Le “Mozzy Bag” di Ilario Vinciguerra

Anche quest’anno un parterre d’alto livello, un taste club con delle lounge notevoli che hanno,tra le altre cose, permesso d’arricchire la memoria del gusto dei partecipanti.

Io quest’anno ho vissuto questa #lsdm con gli occhi di Caterina, la quale oltre a meravigliarsi per la serata d’apertura al mise di Paestum, si è lasciata molto trasportare dalle Taste Lounge che le hanno permesso di gustare qualità in un contesto molto amichevole e meno informale.

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Nei giorni precedenti l’apertura dei lavori Albert Sapere, dalla sua pagina facebook, scrive che a Paestum è come tornare a casa, è verissimo, Albert e Barabara ogni anno, in un contesto di pregio, in un territorio ricco di risorse incomprese, riescono a dare vita ad un congresso bellissimo anche dal punto di vista umano. #lsdm è un congresso, l’unico, che mette alla “prova” gli chef, in altre manifestazioni ogni chef chiamato d intervenire propone il proprio cavallo di battaglia, o l’ultima creazione. A Paestum si viene a raccontare lo studio fatto, la strada percorsa, le scoperte fatte, la condivisione come prima cosa.

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Questa condivisione, che onnipresente assieme alle barriere abbattute della comunicazione, fa si che tra colleghi ci si confronti, si prenda spunto da un ragionamento per poi ri elaborarlo sulla propria pelle.

Incontri, scontri, confronti, aperture, conferme, gioia, soddisfazione, curiosità, commozione… stanchezza felice.

La caratteristica ospitalità di quella terra, può essere pari solo ai sorrisi degli operatori, di ogni grado e di ogni posto frequentato, di ogni persona incontrata, come a specificare, a ribadire il piacere di avere ospiti. Quest’anno, contrariamente allo scorso, anche le attività di ristorazione di zona hanno finalmente capito l’importanza di questa manifestazione, esprimendo il loro sostegno aprendo, anche ad ok per l’evento.

Ci fossero più manifestazioni con questa testa…

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Oleandri Resort

Ci vediamo alle strade della mozzarella decima edizione

Ilaria[perlaria] Spinelli

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